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Ricerca Spontanea a Tema Libero


DG.RSTL.087.004 Provenienza dei marmi, tendenze artistiche e flussi commerciali nel Mediterraneo antico: il caso della Cirenaica grecoromana


Responsabile: dr. Donato Attanasio

Tematiche di ricerca
Tema fondamentale dell’attività è lo sviluppo e l’applicazione di metodi per la determinazione di provenienza di marmi archeologici. Il metodo prevede la costituzione di database di marmi di cava caratterizzati attraverso misure petrografiche, isotopiche e spettroscopiche (EPR, risonanza paramagnetica elettronica) e la messa a punto di procedure statistiche per la classificazione e l’assegnazione dei campioni incogniti al sito di provenienza più probabile. Insieme con le informazioni archeologiche e storico-artistiche disponibili e tenuto conto dell’importanza che il materiale marmo aveva in antico, i risultati delle analisi consentono di ottenere informazioni importanti sulla storia artistica, ma anche economica, commerciale e sociale del periodo storico in esame, contribuendo a fornire un’immagine dettagliata e articolata delle civiltà studiate.

Stato dell’arte:
I primi studi scientifici sul marmo risalgono alla fine del XIX secolo. Nonostante ciò metodologie rigorose stentano ad affermarsi ed il problema dei marmi viene spesso affrontato sulla base di valutazioni soggettive o di dati analitici parziali. In particolare è spesso trascurata la necessità di disporre di dati di cava dettagliati, di analisi multiple e di metodi di elaborazione dei risultati statisticamante rigorosi. Tutto ciò è particolarmente vero nel caso dei marmi neri per i quali fin dall’inizio di questo studio si è posto il problema di riformulare in termini esaurienti e rigorosi tutta la procedura di caratterizzazione e determinazione di provenienza.

Contesto esterno:
La necessità di utilizzare approcci analitici multi-metodo e di elaborare risultati di provenienza statisticamente affidabili fa si che, a livello internazionale, siano pochissimi i laboratori in grado di fornire analisi complete di provenienza. D’altra parte è aumentata da parte degli archeologi la richiesta di dati che permettano di descrivere in dettaglio l’utilizzo dei marmi nel mondo antico. Il gruppo proponente è fortemente impegnato nel rapporto di servizio/collaborazione con colleghi archeologi per risolvere problemi di provenienza. Tra i numerosi esempi si possono citare gli studi condotti a Caesarea Mauritaniae (Algeria), S.Paolo f.l.m. a Roma, le collaborazioni con i Musei Capitolini, il Museo Nazionale Romano, i Musei Vaticani, il Museo Archeologico di Atene, gli studi condotti a Villa Adriana, il lavoro fatto sull’arco di Traiano ad Ancona, quello sul David di Michelangelo, la loggia dei Lanzi a Firenze e molti altri. Da tutto ciò risulta che lo sviluppo di metodologie standardizzate per la determinazione di provenienza è un argomento di notevole importanza nell’ambito dell’approccio multi-disciplinare a tematiche di interesse culturale.

Obiettivi e competenze da utilizzare:
Studio sistematico della provenienza di marmi bianchi e marmi neri Cirenaici su scala regionale in funzione della tipologia dei manufatti e del periodo storico in esame (arcaico, classico, ellenistico, romano, tardo-antico e bizantino). Assegnazioni condotte tramite misure chimico-fisiche dei campioni (spettroscopiche di risonanza magnetica, isotopiche e petrografiche) e classificazione statistica (analisi discriminante, clusters).

Attività da svolgere
Completamento ed analisi statistica del database dei marmi di cava, in particolare per quanto riguarda il database di marmi neri per il quale non esistono in letteratura risultati degni di nota. Di recente è stata completata una raccolta di marmi di cava nel Peloponneso, ma dovranno essere condotte nuove ricognizioni a Goktepe in Turchia, dove si trovano le cave scoperte di recente, e poi a Lesbo, Chio ed in Tunisia dove esistono importanti siti storicei perl’ estrazione di marmi neri. Questi risultati dovranno essere affiancati dall’analisi di manufatti campionati in Cirenaica ma anche a Roma ed in altri luoghi dell’Impero dovunque esistano indizi relativi all’esportazione ed ultilizzo di tali marmi.

Collaborazioni:
1. S. Kane, Oberlin Coll., Ohio, Progetto Cirene (archeologo)
2. Samuel Carrier, Oberlin Coll., Ohio, Progetto Cirene (tecnologie informatiche)
3. M. Brilli, IGAG, CNR, Laboratorio Isotopi (geologo)
4. M. Bruno (archeologo)
5. Alì Bahadir Yavuz, Izmir University (geologo)

Potenziale impiego per risposte a bisogni individuali e collettivi:
Si può affermare che l’attività proposta e, più in generale, lo studio dei marmi rispondono ad esigenze, oggi fortemente avvertite, di conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale. Insieme a molte altre informazioni di varia natura lo studio scientifico dei marmi contribuisce infatti a fornire una rappresentazione dettagliata delle civiltà antiche che riguarda non soltanto il loro sviluppo artistico ma anche molti altri aspetti quali le relazioni commerciali che esse intrattenevano, lo sviluppo economico raggiunto, la struttura sociale, le competenze tecnologiche acquisite. Lo studio dei marmi inoltre, al pari di quello di altri materiali, costituisce un pre-requisito essenziale per la corretta conservazione ed il restauro delle testimonianze archeologiche ed artistiche che ci sono pervenute.

















per ulteriori informazioni vedi sito CNR


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